Negli ultimi anni
è cresciuta nella società civile la coscienza del
valore dell’ambiente che ci circonda e dell’importanza
della difesa della natura. I giovani e gli sportivi in particolare
sono stati spesso attenti a queste tematiche per la particolare
sensibilità derivata dal contatto con l’ambiente. Ci
siamo trovati con Valentina Zuccon, responsabile nazionale ambiente
della NADD e con Guido Pollice, Presidente di VAS - Verdi Ambiente
e Società, già deputato e senatore al Parlamento Italiano.
Abbiamo chiesto loro di spiegarci che cosa stanno progettando insieme.
Valentina - Visto che siamo
ospiti di una rivista subacquea inizierei io, che ne dici Guido?
Guido - Benissimo
Valentina- Ti dico in due parole.
La NADD è un’agenzia didattica che forma subacquei,
è attiva da anni in Italia, con la particolare convinzione
di diffondere una subacquea aperta a tutti. Così ci siamo
trovati a confrontarci con il mare due volte, capisci? Come sportivi
subacquei e come cittadini che dovevano fare i conti con le limitazioni
degli accessi all’attività, il degrado delle spiagge
e dell’ambiente costiero prima ancora che marino. Una volta
in acqua poi tutti, o dalla barca o da sotto la superficie del mare,
ci si rende conto di quanta poca cura sia posta nel rispetto delle
regole e della pulizia dell’ambiente.

Stefano - Capisco questa osservazione.
Ma puoi focalizzare?
Valentina - Certo. In pratica
ci siamo resi conto negli anni che la nostra sensibilità,
la nostra attenzione allo stato del mare e delle coste andava aumentando.
Quello che anni fa ci poteva sembrare semplicemente un gesto d’incuria,
che so, un sacchetto abbandonato, i resti del picnic lasciati in
spiaggia, oggi ci colpiscono e ci fanno pensare che sia necessario
agire, adoperarsi per porre rimedio. E, come ti dicevo prima, se
oltre alla comune sensibilità aggiungiamo quella di chi ha
difficoltà come nel muoversi, l’attenzione aumenta
ancora di più. Sai, ci sono regole e leggi che i Comuni e
le Istituzioni dovrebbero far rispettare per consentire a tutti
i cittadini di poter accedere al mare: basta frequentare le spiagge
e le coste per rendersi conto che questi semplici diritti non sono
sempre rispettati.
Stefano - Qual’è
il ruolo di Verdi Ambiente e Società?
Guido - Conosco gli amici della
NADD, Valentina, Francesco. Stefano, Bruno e Giosuè da anni
e ci siamo trovati a ragionare insieme tante volte su questi problemi.
Poi ci siamo resi conto che i nostri rispettivi campi di interesse,
la subacquea per NADD e la difesa dell’ambiente per noi, convergevano,
presentavano un fronte comune.
Stefano - Puoi spiegarci in
che cosa consiste il vostro agire comune ?
Guido - Vedi è stata proprio una decisione naturale e spontanea:
coinvolgiamo i subacquei attivamente nell’attività
di monitoraggio delle coste. Arruoliamoli, diciamo con un’espressione
militare, come vedette speciali del mare e delle sue coste. NADD
e VAS hanno predisposto un piano di attività molto semplice:
un numero verde per una segnalazione immediata, semplice senza costi
poi c’è una scheda, a disposizione di tutti, scaricabile
on-line dai siti delle nostre organizzazioni. Questa scheda è
semplicissima e consente in due righe di descrivere quello che l’osservatore
rileva che non va in quella situazione, in quel momento: natanti
a motore troppo vicini alle coste, residui di idrocarburi in mare,
rottami sul fondo. Poi - come diceva Valentina prima - anche quello
che non va a riva, sulla costa: problemi nell’accesso al mare,
abusivismo, sporcizia. Tutto questo è contenuto in un manuale
a disposizione di tutti i subacquei che stiamo inviando alle scuole,
diving e operatori.

Stefano - E il subacqueo che
cosa dovrebbe fare?
Guido – Telefona al numero
verde 800 – 866 – 158 oppure compila la scheda e la
spedisce (anche via fax), tutto qui. Poi noi provvediamo ad allertare
l’Ente o gli Enti competenti territorialmente e gli Organi
dello Stato preposti al rispetto di quella particolare normativa.
Stefano - Puoi farmi un esempio?
Guido - Certo. Un gruppo di
subacquei magari nota dei rifiuti di vario tipo in profondità,
come è successo proprio qualche tempo fa nei pressi della
baia prospiciente il Castello di Paraggi, vicino a Portofino. Usciti
dall’acqua telefonano al numero verde e/o compilano la scheda
e la inviano a noi o alla NADD. E noi allertiamo le Autorità.
Nel caso che ti ho detto si trattò dell’Ufficio Locale
Marittimo di Portofino.
Stefano - Il problema è
stato risolto?
Guido - Sì, sì,
certo oggi le Autorità sono davvero attente al rispetto dell’ambiente,
specialmente quando si tratta di Riserve marine o di aree protette.
Stefano - Valentina, ma questo
tipo di intervento fa parte dei doveri di ciascun cittadino. Perché
un subacqueo dovrebbe farsene carico, spiegami, perché lui
sì e non il bagnante? Mi riferisco naturalmente a quelle
storture che sono visibili anche fuori dall’acqua.
Valentina - Ma guarda che il
subacqueo ama il mare, è proprio attento, attentissimo a
ciò che vede. Ricorda i particolari dell’immersione,
ne discute con gli amici. Il mare, i punti di immersione, diventano
una cosa sua, capisci? In un certo senso il mare inquinato è
un’offesa per il subacqueo. E guarda che si tratta di un salto
mentale enorme dal bombolaro con il fucile di poche decine di anni
fa. Oggi se uno di noi vede un corallo spezzato lo segnala, c’è
la sensazione che sia necessario vigilare a tutti i livelli. Noi
lo vediamo già negli allievi dei primi corsi, questa passione
scatta subito.Questa iniziativa è inserita nei programmi
didattici e diffusa a livello nazionale tramite le scuole e gli
istruttori NADD.
Stefano - Sì, certo
sono d’accordo. Ditemi però, in che cosa differisce
la vostra iniziativa dalle tante di stampo ambientalista che stanno
nascendo un po’ dovunque?
Guido - Ti rispondo io e ti
dico che purtroppo di iniziative non ce n’è mai abbastanza.
Vedi se un inquinamento, una barriera architettonica, un accesso
al mare impedito viene segnalato due volte è ancora più
probabile che la situazione venga risolta. Rafforza capisci? Il
problema qui non lo vedo. Però è vero che ci sono
anche altre iniziative, campagne di pulizia del mare, raduni, incontri.
Noi siamo favorevoli alla diffusione della coscienza dell’ambiente
e abbiamo un taglio, come dire, civile. Per noi il mare va difeso,
il mare ha dei diritti. Se altri la pensano così benissimo,
troveremo il modo di unire le forze. Le nostre iniziative sono trasparenti:
pubblichiamo un bollettino, i nostri interventi (frutto di migliaia
di segnalazioni provenienti ogni anno da tutto il territorio nazionale)
sono rendicontati. Chiunque può vedere quale segnalazione
è stata fatta, quale Autorità o Organo di Stato è
stato allertato. Insomma è un modo di fare informazione.
E chiunque può in un certo senso seguire se una determinata
segnalazione è rimasta inascoltata oppure se è successo
qualche cosa.
Valentina - Scusa volevo anche
aggiungere che per noi è stata una soddisfazione vedere negli
anni crescere anche il rispetto delle Autorità per le nostre
esigenze. Sai oggi con la privatizzazione qualche volta selvaggia
degli arenili gli spazi pubblici si riducono e cresce l’incuria.
E gli spazi gestiti dai privati spesso tendono a diventare esclusivi,
diventa difficile difendere il diritto al libero accesso al mare.
Ecco, oggi ti dicevo quando noi protestiamo, oppure semplicemente
segnaliamo, vediamo una soglia di attenzione diversa, siamo più
ascoltati..
Stefano- Bene, mi sembra che
il discorso sia chiaro. Volete aggiungere qualche cosa?
Guido - Sì, solo dire
che la maggiore sensibilizzazione della gente non ha ancora raggiunto
tutta la società. I subacquei possono essere un’avanguardia
nella difesa del mare.
Valentina - Ragazzi buona immersione a tutti!
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