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Ecologisti Naturisti

         
 

 

Convegno su "Naturismo e Terme" a Castel San Pietro (Bo) - 24 e 25 aprile

(Santo Cerfeda)

E' stato bello. Il convegno, dico, la riunione che si è tenuta il 24 e 25 Aprile al "Villaggio della Salute" a Castel San Pietro.



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E' stato bello trovarsi, è stato bello il conoscersi dal vivo e di persona, dopo essersi scambiati e-mail, magari per anni, stimandosi reciprocamente, o magari contestandosi bonariamente, senza essersi mai visti. E' stato bello conoscere altra gente, ridere, scherzare, scambiarsi idee e opinioni, gustando una buona pizza.

Bello e ben scelto il posto: il Villaggio della Salute è grande, non ancora del tutto completato; quando lo sarà, a fine maggio sembra, sarà una mega struttura dedicata al benessere, con terme (già ora funzionanti) dotate di splendide piscine di acqua dolce e salata per la talassoterapia, saune, bagni turchi, zona massaggi ed insomma tutto l'ambaradan di cui una struttura termale oggi non può fare assolutamente a meno, ed anche qualcosa di più. Ci saranno piscine all'aperto, di vario genere e tipo, con relative dotazioni di lettini, ombrelloni, sdraio e via discorrendo, e passeggiate in mezzo ai boschi, con fermate in apposite cabine di legno per l'aroma-cromoterapia, e una grotta ove rilassarsi al fresco, ed una grande piramide che convoglia le benefiche energie cosmiche sui nostri poveri corpi malati.

Znalezione obrazy dla zapytania Convegno su Turismo e Terme a Castel San Pietro (Bo) - 24 e 25 aprile

E' una struttura enorme, dicevo, una sorta di Gardaland della salute, una Disneyland del benessere, eppure, stranamente, ha un'aria raccolta, familiare: sarà per le vecchie case che, pur ristrutturate, hanno conservato quel carattere proprio di una cultura contadina di altri tempi, sarà per la simpatia del personale, sarà per le camere ricavate da antiche abitazioni, sarà per una sorta di strana malia che aleggia nell'aria, fatto sta che in quel posto ci si è trovati bene.



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E ci si è trovati bene soprattutto la sera, quando, dopo un pomeriggio passato a chiacchierare con vecchi amici di penna (o di e-mail, che dir si voglia) ritrovati e nuovi amici appena conosciuti si è andati tutti in piscina. Alcuni mugugnavano, a dire il vero: la lettera di Jean Pascal ci aveva avvisati che avremmo dovuto portarci il costume da bagno per non offendere la sensibilità dei frequentatori delle terme, ma la cosa a molti non garbava. E invece, arrivati nella struttura, un pò più tardi dell'ora segnata sulla lettera, abbiamo avuto la gradita sorpresa di sentirci dire che le terme erano state chiuse ai normali frequentatori e riservate solo a noi, e che dunque eravamo liberi di lasciare i costumi da bagno nelle borse e negli zaini e di usare il comodo costume datoci da Madre Natura, nostra abituale divisa. E così, dopo un momento di attesa e confusione davanti agli spogliatoi, causato da un paio di clienti tessili ritardatarie, ci siamo precipitati nella splendida piscina doppia, con acqua salata riscaldata, spassandocela come bambini.

Non per molto, comunque: ben presto sono arrivate Angela Di Bartolo e Monica Ferrari che ci hanno invitato ad unirci a loro nell'essere iniziati ai piaceri della biodanza acquatica e, subito dopo, Italo Bortolomasi ci ha coinvolto in una dimostrazione collettiva di Watzu che ci ha lasciato caldi, rilassati ed emozionati.

La serata si è conclusa in una pizzeria a Castel San Pietro, dove, davanti a pizze e boccali di birra, abbiamo parlato, riso, scherzato fino a tardi, ritirandoci poi nella nostre comode e calde stanze (la notte era fredda ed il riscaldamento ben accetto) dalle mura spesse e avvolte dal silenzio, per una bella dormita.

Il giorno dopo, contrariamente alle nostre consolidate abitudini vacanziere, ci siamo svegliati tardi io e mia moglie: evidentemente la pace ed il silenzio del posto unito al calore di un stanza che, con i suoi mobili rustici, ricordava altre stanze da letto della nostra infanzia, ci ha indotti a riposare ben oltre le nostre aspettative. Il ritardo nel prepararci ci h portato a gustare solo le briciole (per così dire) di una splendida prima colazione che, a detta di altri, era stata particolarmente ricca ed apprezzata. Poi, mentre mia moglie, approfittando della splendida ed inaspettata giornata di sole si rilassava sul prato, io seguivo gli altri in quella che era la giornata clou del convegno

Questo si è aperto con una prolusione introduttiva di Jean Pascal Marcacci, presidente ANER, che ha illustrato gli scopi di un convegno dedicato al Naturismo e, più in generale, ai temi della salute, ma sopratutto luogo di presentazione del nuovo soggetto del Naturismo Italiano, la Confederazione Naturista Italiana (CO.NA.IT.), i cui scopi sono stati poi illustrati da Nicolò Spinicchia, presidente EcoNat, e primo coordinatore della neonata confederazione.

Personalmente ho vissuto questo come un momento storico per il naturismo italiano: per la prima volta, infatti, vi è una nuova federazione che si contrappone alla FeNaIt con il preciso scopo di rilanciare (ma forse sarebbe il caso di dire, più correttamente, "lanciare") il Naturismo nel nostro paese.

Non voglio fare polemica, ma è sotto gli occhi di tutti come il Naturismo organizzato in Italia sia oggi sull'orlo del fallimento.

Ho detto "Naturismo organizzato" perché difatti abbiamo nel nostro paese una situazione paradossale: mentre da un lato gli iscritti alle varie associazioni naturiste calano vistosamente anno dopo anno, numerose prove indicano che sono in crescita i nudo/naturisti cosiddetti "selvaggi" perché non iscritti a nessuna associazione, mentre si moltiplicano esponenzialmente i posti, più o meno isolati e sparsi un pò dovunque in Italia, dove la gente va a cercare un'oasi di tranquillità e libertà per denudarsi sfidando in qualche caso la miope repressione delle forze dell'ordine. Altro dato significativo è il massiccio aumento della presenza di naturisti Italiani nelle strutture estere.

Vi è insomma un aumento dell'interesse per il nudo/naturismo nella nostra penisola (testimoniato anche da vari articoli comparsi sulla stampa nazionale e da alcuni ben fatti servizi televisivi) ma cala il numero degli associati delle associazioni naturiste che, anche su NAT-IT, sono state spesso contestate e la cui validità è stata messa spesso in dubbio.

Cosa significa tutto ciò? Evidentemente che vi è stato uno scollamento tra quelli che sono i legittimi bisogni del popolo naturista, e gli atteggiamenti e la politica sino ad ora perseguita dall'unica federazione sino a ieri presente, che ha principalmente mancato di perseguire lo scopo della promozione e del rinnovamento del naturismo in Italia, della promozione di strutture, del cambiamento dell'atteggiamento della popolazione tessile nei nostri confronti, relegando l'Italia all'ultimo posto in Europa (insieme alla Turchia) quanto a presenza di strutture naturiste, e causando anche un rilevante danno economico al nostro paese per il mancato sostegno allo sviluppo di infrastrutture turistiche ad hoc.

Da qui è sorta la necessità della nascita della CO.NA.IT., una nuova federazione che si propone il compito di rinnovare e promuovere il Naturismo Italiano uscendo dal guado in cui attualmente si trova.

Compito non certo facile perché a tutti è noto come il Naturismo non sia mai stato sotto una buona stella in Italia: pregiudizi e travisamenti in gran parte di tipo culturale ne hanno bloccato sin dall'inizio lo sviluppo, ed a queste cause si sono aggiunti gli errori di politica della federazione prima ricordati; per questo CO.NA.IT. ha bisogno della collaborazione di tutti, e per questo questa federazione nasce con una struttura aperta ed ampiamente democratica.

Aperta significa che CO.NA.IT. accetta tutte le associazioni che vogliono aderirvi, anche se fanno parte della FeNaIt ed intendono continuare a farne parte; il motivo è che non ci deve più essere concorrenza tra le associazioni naturiste: siamo tutti nella stessa barca e tutti dobbiamo lavorare per il bene comune, quello del Naturismo Italiano.

La CO.NA.IT. non ha un presidente, ma solo un coordinatore che viene designato, a turno tra le associazioni aderenti, con un incarico di un anno e nel suo consiglio direttivo tutte le associazioni hanno lo stesso peso: indipendentemente dal numero dei membri, ognuna dispone di un solo voto.

Dopo l'applaudita relazione di Nicolò, primo coordinatore CO.NA.IT., è intervenuto Davide di ASSONATURA, illustrando con un esempio che lo riguardava molto da vicino, come la FeNaIt abbia finora remato contro lo sviluppo del Naturismo. Si sono poi succeduti altri interventi, tra cui quello del sottoscritto, prima della (meritata) pausa per un caffè generosamente offerto dal nostro impareggiabile organizzatore J.P. Marcacci, Presidente dell'ANER.

Dopo la pausa abbiamo avuto una splendida relazione di Italo Bertolasi, affascinante figura di viaggiatore, giornalista, etnologo (è un esperto di culture orientali che ha praticato ed appreso direttamente sul posto) che ha parlato del Watsu, tecnica orientale di rilassamento in acqua che egli insegna in quel di Milano, illustrandone i principi teorici e commentando un bellissimo filmato che lo illustrava.

Successivamente le nostre due affascinanti insegnanti di biodanza, Angela di Bartolo e Monica Ferrari, che la sera prima si erano impegnate nell'aiutarci a rilassarci piacevolmente nella calda piscina del villaggio, ci hanno intrattenuti sui principi e le tecniche di questa tecnica acquatica estremamente piacevole che è qualcosa di mezzo tra la ginnastica, la danza e le tecniche di rilassamento orientali e consente di arrivare ad un completo recupero delle energie vitali in comunione con le forze primordiali della Natura.

E' seguita l'applaudita relazione del Professor Antonio Monti, già professore di Anatomia Umana alla Facoltà di Medicina di Pavia ed ora docente di Medicina Legale a Bologna che, lui tessile, ci ha dato una splendida lezione di... Naturismo (meditate, gente, meditate).

Il Professor Monti ci ha fatto giustamente notare come la nostra visione del Naturismo sia in realtà miope e fortemente limitativa, concentrati come siamo esclusivamente sulla pratica della nudità in comune.

Il nudismo, ha sostanzialmente detto il Prof Monti, va benissimo ma la pratica Naturista dovrebbe mirare a qualcosa di più e cioè al raggiungimento ed al mantenimento del benessere attraverso il recupero di tutta una serie di comportamenti e pratiche salutistiche che fanno parte del patrimonio genetico dell'essere umano ma che, con la civilizzazione, l'urbanizzazione ed i ritmi imposti dalla società consumistica attuale sono stati dimenticati e perduti.

Il corpo umano è una splendida macchina, ha detto il Professor Monti, perfettamente adatta all'ambiente che i nostri lontani antenati preistorici dovevano affrontare, un ambiente ricco di pericoli, con variazioni climatiche estreme e con fonti di cibo estremamente diversificate e in quantità variabili a seconda della stagione e del luogo. Le capacità di adattamento del nostro corpo e l'essere in sintonia con la Natura e le sue energie, ha permesso ai nostri antenati di vivere e prosperare, ma in seguito la creazione di manufatti e l'adozione di abiti creati inizialmente per meglio resistere alle intemperie, ha portato ad una perdita di tali potenzialità ed alla nascita e diffusione di patologie generate da quegli stessi mezzi che dovrebbero rendere la vita più confortevole.

Un esempio tra tutti è dato dall'uso delle calzature, responsabili di atteggiamenti scorretti nella deambulazione e patologie a carico della colonna vertebrale e dell'apparato muscolo-scheletrico estremamente diffuse ed oramai endemiche, che potrebbero essere eliminate con il ritorno alla pratica, tra l'altro molto piacevole, del camminare a piedi nudi almeno là dove le condizioni ambientali e sociali lo permettono, quali, ad esempio, i luoghi naturisti.

Il recupero e la diffusione di pratiche comportamentali e salutistiche proprie dei nostri antenati, il tendere ad un più stretto contatto con gli elementi naturali, l'impostare i nostri ritmi di vita tenendo conto delle esigenze e dei limiti del nostro corpo e dei ritmi della natura, dovrebbero costituire il nostro obiettivo prioritario, declinando così il nostro essere naturisti non più solamente con la nudità per brevi periodi nei nostri centri di vacanza, ma, anche vestiti, nella nostra vita di tutti i giorni, al fine di ridurre lo stress e raggiungere e mantenere una condizione costante di benessere fisico e psichico, inteso non solo come assenza di malattia, ma sopratutto come condizione basilare di equilibrio nel rapporto tra la natura e l'essere umano.

Al raggiungimento di tale condizione di benessere, ha proseguito il professore, è dedicato il Villaggio della Salute con le sue strutture che, attraverso il rapporto ed il contatto con l'acqua, la terra e l'aria, elementi fondamentali e primordiali della Natura, e con l'aiuto delle energie cosmiche convogliate attraverso la grande piramide di cui è dotato il villaggio, mira a ristabilire quell'equilibrio perduto di cui la malattia è espressione.

Dopo questa mattinata così intensa, ci siamo recati a pranzo. E' stata l'unica nota dolente di una giornata per altro perfetta (ma, lo sappiamo, non vi è nulla di perfetto a questo mondo): è apparso subito chiaro che il cibo, servito a buffet, non era sufficiente per tutti i convenuti, cosa che ha portato a lunghe attese, arrangiamenti, disordine, mugugni da parte degli ospiti affamati nonostante la buona volontà del personale che, raffazzonando un pò le cose, ha cercato di rimediare agli inconvenienti.

A seguire, mentre gli amici dell'ANER si riunivano per eleggere il loro Consiglio Direttivo, ed assistere ad una dimostrazione di cristalloterapia (cui il sottoscritto non ha assistito e su cui, pertanto, non è in grado di riferire), gli altri si dedicavano a quella salutare attività che i romani designano con il nome di "pennica" o a passeggiate oziose e in quest'ozio mi è capitato di pensare (come, credo, a molti altri di noi) che fosse un vero peccato che questa splendida struttura fosse esclusivamente tessile e non ci fossero spazi per i Naturisti.

Ma mentre indulgevo in tali malinconiche riflessioni il Professor Monti ha esortato un gruppo di noi a prendere le auto per raggiungere una località a qualche chilometro di distanza dove ci avrebbe mostrato la vera sorpresa della giornata.

Immaginatevi un grande prato verde, circondato da un boschetto di grandi alberi e con due antiche case coloniche ristrutturate in modo discreto, isolato in modo tale da sembrare lontano mille miglia da ogni centro abitato e il tutto sulla cima di una verde collina da cui si gode un panorama mozzafiato: in questo paradiso, secondo il progetto del Professor Monti, verranno costruiti entro il prossimo anno (leggi e burocrazia permettendo), bungalow e piazzole per tende e roulotte in posizione tale da rispettare la natura e la bellezza del luogo, e una grande piscina, ed essa diventerà un nuovo grande villaggio Naturista per tutti noi, la cui gestione sarà affidata alla CO.NA.IT..

 

 
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